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E poi ci sono quelle persone belle da morire. Non belle in senso fisico.. belle e basta. Belle perché quando sorridono illuminano ciò che le circonda. Belle perché il suono della loro voce riempie l’aria. Belle perché con un gesto ti rendono felice, belle perché fanno parte di te e ti rendono migliore.
Fabio Volo (via ederocontentissimo)
  • 7 months ago > ederocontentissimo
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Tu dici che ami la pioggia, ma quando piove apri l’ombrello.
Tu dici che ami il sole, ma quando splende cerchi l’ombra.
Tu dici che ami il vento, ma quando tira chiudi la porta.
Per questo ho paura quando dici che mi ami.
William Shakespeare

(via incantevolesquilibrata)

  • 8 months ago > diariodiunincantevolesquilibrata
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(via negliocchidichiguarda)

Source: liquorandlife

  • 8 months ago > liquorandlife
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Se ti lasci andare, le cose andano.
Willwoosh. (via tristezzeartiche)

(via lalunereve)

Source: tristezzeartiche

  • 8 months ago > tristezzeartiche
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negliocchidichiguarda:

wake-me-up-in-time:

Adesso mi servirebbe un abbraccio così…

E magari Lui che mi dica che andrà tutto bene.
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negliocchidichiguarda:

wake-me-up-in-time:

Adesso mi servirebbe un abbraccio così…

E magari Lui che mi dica che andrà tutto bene.

Source: weheartit.com

  • 8 months ago > wake-me-up-in-time
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Settembre. Lo amo e lo temo intensamente. Ha il sapore dolce delle fantasie e del tutto-possibile - quest’anno faro’, quest’anno sarò. Quello pungente dei costumi da lavare e riporre per un lungo anno, delle ultime pesche. Ha il colore rosso dei tramonti che appiccicano il cielo e le dita di arancio e brezza, che cola dentro ai bicchieri e da qualche parte in fondo allo stomaco. “Presto verra’ il freddo”.
Ha l’odore della città quando rientri, quella puzza calda e familiare dove riprendi subito forma, dove la routine ti assale e sfinisce un attimo dopo aver pensato “mi mancava”.
Ha il tocco ruvido della prima maglietta a manica lunga, delle lenzuola del letto di casa, delle urgenze, delle telefonate.
E’ bellezza, speranza e terrore.
E’ il ricordo della cartoleria dove andavo a comprare astuccio e quaderni, la scelta decisiva e interminabile del diario, l’odore pastoso delle matite e quello acre dei pennarelli. Gli sbaffi che lasciavano sui polpastrelli.
E poi sfogliare le riviste di moda, in mutande, sul letto: quest’anno sarei. Quest’anno farei. Quest’anno vorrei.
Gli incontri. Come fosse un ritorno da un altrove dove qualsiasi cosa poteva succedere: gli amici potevano diventare nemici, i brutti potevano diventare belli, i cattivi potevano redimersi e chiunque poteva rubarti ciò che eri. Anche tu potevi rubare a te stessa.
Settembre e’ un tiepido Gennaio. Un capodanno morale, il fischio dell’arbitro che apre l’ennesima sfida col mondo.
Tutto può accadere, a Settembre.
Niente può cambiare, a Settembre.
E’ camminare a grandi passi nel caos e tentare di rimetterlo a posto, come se nulla fosse, ignorando l’odore del sale sui vestiti, il fondo di sabbia delle borse e quell’elastico rosa dimenticato su un comodino in affitto.
Settembre.
Chi essere, cosa fare, cosa volere.
Settembre - Ma che davvero? (via bibi-perdu-en-paris)
  • 8 months ago > unavaligiadipensieri
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